MONTAGNA di LOMBARDIAMONTAGNA di LOMBARDIA

11 Febbraio 2007

Parapendio Piani delle Betulle - Cimone di Margno - Giumello - Margno

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11 febbraio 2007 Ore 9.30: appuntamento alle 9.30 agli ananas di Cinisello. Massimo è in ritardo e andiamo a farci un caffè. Lasciata la sua moto al parcheggio partiamo alla volta delle prealpi Orobiche.

Vorremmo andare a fare una gita sul Cimone di Margno, sopra i Piani delle Betulle. Nessuno conosce il posto ma da li forse potremmo decollare con il parapendio. Sosta a Taceno per i Panini e siamo pronti per partire.

Si pone subito il dilemma: funivia per il primo pezzo o si sale a piedi fin da qui? La pigrizia prevale e saliamo in funivia. Ci incamminiamo insieme ad alcuni sciatori che increduli cercano la neve che scarseggia. Seguiamo una strada parzialmente innevata che porta alla cima della montagna.

Alcuni scialpinisti in gara ci superano. Spesso sono costratti a togliere gli sci e portarli in spalla, anche se siamo quasi a 1800 metri in pieno inverno. A causa del cielo coperto è sicuramente la domenica più fredda da mesi: questa volta non saliamo in maglietta ma dobbiamo coprirci anche con un pile. Soffia un vento abbastanza deciso da sud che aiuta a sentire di più la sensazione di freddo, ma ci fa sognare di poter volare una volta arrivati in vetta. Il timore è che soffi il famigerato vento da nord che ci perseguita ormai da qualche fine settimana.

Gustiamo i nostri panini in vetta in attesa che gli strati di nuvole vengano portati via dal vento. Finalmente il cielo si apre e il sole inizia a scaldare. Vediamo in controluce la rifazione dell'aria calda che sale. Massimo è il primo a prepararsi, lo aiutiamo a tenere la vela sul pendio ripido flagellato dalle raffiche di vento termico. Decolla facendo una pendolata e segue subito un rapace facendo quota.

E' il mio turno insieme a quello di Alberto. Ci prepariamo più in basso visto che c'è un decollo molto più facile e meno ripido. In un attimo sono in volo anche se decollando mi è sfuggito dalle mani un elevatore. Raggiungo Massimo e saliamo insieme nella stessa termica. Mi dice che ha freddo alle mani e va ad atterrare. Nel frattempo decolla anche Alberto. Fare quota è facilissimo e un paio di robuste termiche ci permettono di galleggiare davanti al decollo. Si passano agevolmente i 2000 metri e, quando vedo gli altri amici che iniziano a scendere, comincio ad intraprendere il lungo traverso per raggiungere l'alpe Giumello.

Sono un pò scettico facendo questo traverso perchè la stagione non è ancora iniziata e le termiche sono davvero rare. Ieri è stata la prima giornata di attività significativa dopo questo brevissimo inverno. Oggi è invece un'ottima giornata. Arrivo al Giumello sottovento, appena più in basso dei campi scuola.

Guadagno qualche metro in una termica di sottovento e proseguo verso il lago. Passo sopra un gruppo di case e qui aggancio una buona termica che mi porta in cresta, permettendomi di affacciarmi sul lago di Como. Nel frattemo vedo che Massimo ed Alberto mi hanno seguito.

Alberto è ancora sottovento e Massimo sta girando sopra di me. Visto che abbiamo freddo e che vorrebbe volare anche Giobbe proviamo a ritornare ai Piani d'Erna, per atterrare dove siamo arrivati stamattina con la funivia. Ormai il sole sta calando, il fondovalle è già in ombra e le termiche si sono indebolite. Vedo Alberto che sprofonda verso l'atterraggio e noi proviamo a ritornare con questo traverso. Massimo perde meno quota con la sua vela più performante ed aggancia non appena arrivato sotto i Piani delle Betulle. Io sono troppo basso e non trovo altro che deboli ascendenze, non sufficienti a protarmi in cima alla funivia.

Quando capisco che non è più possibile fare quota inizio a cercarmi un atterraggio: vorrei posare i piedi vicino alla base della funivia in modo da risalire velocemente. L'atterraggio "ufficiale", dove è andato Alberto, è però lontano alcuni chilometri. Un occhiata veloce al paese di Margno e capisco che il campo da calcio è ormai fuori dalla mia portata: sono troppo basso. Individuo un prato che potrebbe fare da atterraggio, cerco un ponte pedonale che mi consenta di attraversare il fuime a piedi per raggiungere il paese ed inizio ad avvicinarmi. Quando sono sopra mi rendo conto che ci sono alcuni alberi e che lo spazio per atterrare sarebbe troppo limitato.

Provo ad avanzare per raggiungere l'altro atterraggio ma sono controluce e non vedo cosa ho davanti. Ho paura di non trovare spazi adeguati e non voglio rischiare di finire su un albero. Decido comunque di atterrare qui e cerco di mettere i piedi per terra evitando i numerosi ostacoli. Finalmente sono a terra, per un attimo ho davvero temuto di non farcela.

Massimo è ancora alto, potrebbe atterrare tranquillamente ai Piani delle Betulle, ma si dirige verso di me. Provo a chiamarlo per dirgli di non atterrare qui, ma ha troppo freddo alle mani per rispondere al cellulare. Fa un paio di viti ed atterra anche lui con un paio di precisissime virate.

Zaini in spalla ci mettiamo in marcia verso la funivia. Alberto è già qui: ha trovato un passaggio in auto. Lo saluto e risalgo in funivia con le due vele per far volare anche Giobbe. Osservo il fumo che esce dai camini scendere verso valle e sospetto però che ci sia già discendenza, che ci impedirebbe di decollare. Al telefono Giobbe mi conferma invece che non c'è alcun tipo di vento. Purtroppo il sole sta ormai per tramontare e l'aria ha iniziato il suo inesorabile percorso verso valle.

Appena arrivo ai Piani ci incamminiamo sullo stesso percorso seguito la mattina, sentendo sul collo questa aria fredda che vuole scendere verso valle a tutti i costi. In una mezz'ora di cammino raggiungiamo un punto dove portemmo decollare. Improvviso una manichetta a vento con un bastoncino telescopico che ci ricorda sempre che il vento proviene dalla parte opposta dalla quale dovrebbe arrivare per farci decollare.

Siamo indecisi e quasi vorremmo tornare indietro. Stendiamo le vele sfiduciati e vogliamo comunque fare un tentativo. Dovremo correre più veloci del vento per gonfiare la vela e staccarci da terra. Parte per primo Giobbe che gonfia perfettamente la vela ma la sua velocità non è sufficiente e questa lo sorpassa cadendo a terra davanti a lui con un tonfo. Il secondo tentativo è più fortunato e riesce a decolare.E' ormai tardi e quasi buio.

Corro con la vela di Massimo che si alza sopra la mia testa con precisione e mi solleva da terra con delicatezza mentre corro a più non posso. Sono le 17.58 e guardo il gps per capire a che velocità sto andando: segna 26 kmh, segno che l'aria alle spalle era solo vicino a terra e adesso non c'è più vento. Cerco di individuare nel buio Giobbe, sperando che sia riuscito ad invdividuare l'atterraggio. Lo scorgo mentre imposta correttamente l'atterraggio e vedo anche Bruno e Carlo che con le auto illuminano la "pista". Faccio un paio di viti e anche io termino questa bellissima giornata di volo.

 


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